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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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28 gennaio 1954 – ALTO ADIGE: Da tutta Italia giungono al “S. Lorenzo” per la cura della Bomba al Cobalto 60.




Netta presa di posizione di scienziati contro affermazioni infondate – Il centro tumori verrà ampliato e dotato dei mezzi più moderni – Tariffe e facilitazioni alla portata di tutti.

Come abbiamo brevemente annunciato nella edizione di ieri, in pagina di Trento, i dirigenti medici, radiologi, fisici e gli amministratori del centro tumori dell’ospedale di S. Lorenzo, hanno tenuta una conferenza stampa, onde smentire alcune affermazioni che sono recentemente apparse su taluni organi di stampa, non della regione, circa la funzionalità del centro, recentemente dotato della ormai famosa bomba al cobalto.
Riportiamo qui sotto il testo delle dichiarazioni fatte:
riferendosi anche ad alcune affermazioni a carattere diffamatorio recentemente apparse su certa stampa nazionale di estrema, il prof. Bonomini ha innanzitutto ricordato come il Centro Tumori dell’ospedale di Borgo sia sorto, primo in tutta la Regione, ancora nei primi mesi dell’anno 1950 con lo scopo precipuo di colmare, nella nostra regione che tra l’altro vanta un triste primato in fatto di affezioni cancerose, una grave lacuna.
Il Centro, che disponeva all’inizio di un solo apparecchio per Roentgenterapia profonda, andò man mano arricchendosi di tutti gli apparecchi e mezzi di cura, dal Radium alla Plesioterapia, e ciò, con sensibili sacrifici dell’amministrazione dell’ospedale la quale dovette affrontare il problema contando sulle sue sole forze.
Scopo dell’ospedale non era certo quello di mettersi in luce gareggiando con altri e più potenti istituti del genere; si perseguiva e tuttora si persegue soltanto lo scopo di giovare concretamente alla soluzione del grave problema curativo per i numerosi cancerosi della nostra regione e di quelle vicine, mettendo a loro disposizione i mezzi di cura più moderni ed efficaci.
La instancabile attività dell’Ente per dotare il suo centro dei più moderni apparecchi terapeutici culminò, nel 1952 con l’acquisto della bomba al cobalto presso la Atomic Energy of Canadà di Ottawa; bomba che, giunta a Borgo nel novembre dello scorso anno, cominciò subito ad essere usata su numerosi pazienti.
L’acquisto, come è noto, fu reso possibile dalla generosità di alcuni cittadini di Borgo i quali, lungi dal porsi fini speculativi, aderirono di buon grado e senza il minimo compenso alla richiesta di sottoscrivere l’ormai famosa cambiale di 20 milioni che permise di firmare il contratto.
Lo stato, nei quattro anni da che funziona il centro di Borgo concesse all’ospedale contributi per una somma di 12 milioni di lire che vennero tutte utilizzate per l’attrezzatura del centro.
Prima di illustrare come si svolge l’attività del centro, i sanitari dell’ospedale precisano che delle circa 600 domande di assunzione in cura presentate, soltanto un 5-6 per cento è stato accolto.
Al centro arrivano di solito i casi che già sono stati trattati presso altri Istituti sia con terapia radiante, sia operati e rioperati.
Una rigorosa selezione avviene tra i pazienti che richiedono la cura al cobalto e che si presentano al centro con tutta la documentazione sanitaria relativa al loro caso. Vengono scartati a priori tutti gli ammalati le cui condizioni presentano carattere di gravità tale da pregiudicare le possibilità di cura.
Il malato viene esaminato da un collegio sanitario del quale fanno parte il chirurgo, il medico internista, il radiologo, gli specialisti di neurologia,otorinolaringoiatria, oculistica, ecc., sotto la consulenza del prof. Bonomini.
Il piano terapeutico stabilito caso per caso di comune accordo fra i sanitari e può essere solo radiante o solo operativo e misto.
Un fisico collabora costantemente alla cura studiando ed elaborando lo schema di cura radiante e controllandone costantemente il dosaggio e la tecnica.
La collaborazione del fisico non si limita solo alla cura al cobalto ma investe anche tutte le altre cure radianti, sotto la consulenza periodica del prof. Angelo Drigo, direttore dell’istituto di fisica dell’Università di Ferrara.
A questo proposito il prof. Drigo afferma che la cobaltoterapia rappresenta oggi il sistema più semplice e più sicuro per la terapia dei tumori.
E a questo proposito i sanitari vogliono precisare come il centro essendo l’unico in Italia ed in Europa che dispone attualmente del complesso cobalto 60, abbia aperto le porte a tutti quegli studiosi che vogliano condurre ricerche o esperimenti con la bomba. Ne fa fede una lettera del rettore dell’Università di Padova dei primi mesi del 1953.
La presenza del fisico e del consulente radiologico universitario permetterà di svolgere a fianco dell’attività curativa, altre attività di ricerca e sperimentazione che potranno contribuire a risolvere tutti i problemi che possono sorgere dall’impiego di questo nuovo apparecchio.
Per i suoi calcoli il fisico si giova di strumenti appositi, sensibilissimi e precisi per la misurazione delle radiazioni studiando e stabilendo uno schema di irradiazioni fissando su appositi busti gessati che vengono fatti indossare al paziente durante le varie applicazioni, le zone di entrata e di uscita dei raggi onde eliminare il pericolo che vengano attraversati organi particolarmente sensibili e delicati.
Con la costante collaborazione del fisico il radiologo dott. Valdagni ed i suoi assistenti, procedono alle applicazioni.
Il centro, concludono i sanitari, non ha mai fatto alcun strombazzamento; se eccessivo clamore ci fu quando la bomba giunse a Borgo, esso è da imputare alla soverchia curiosità e leggerezza dei periodici a rotocalco. Il centro, lungi dal lasciarsi irritare da certe notizie diffamatorie, prosegue la sua attività che mira essenzialmente a portare sollievo ai numerosi ammalati che giungono da ogni parte d’Italia.
Entro la primavera il centro verrà ampliato e nei suoi locali troveranno sistemazione tutti gli apparecchi per la cura radiante, compresa la Roentgenterapia rotatoria da 200 Kv., la Roetgenterapia profonda a 400 Kv, la Plesioterapia per trattamento superficiale, una dotazione di radium e di cobalto in tubi ed aghi, tutta cioè,la gamma di apparecchi e mezzi di cura più moderni per la cura radiante.
Per la parte amministrativa il presidente dell’istituto ha voluto precisare come l’amministrazione non abbia mai pensato di speculare sulle cure al cobalto. Le tariffe oggi in vigore furono fissate dalla precedente amministrazione alla luce di quelle che si prevedeva potessero essere le ingenti spese di attrezzatura e di esercizio del centro. L’amministrazione, ha precisato il presidente, non mancherà di tenere sotto costante controllo il gettito delle tariffe e non mancherà di apportarvi una riduzione quando ciò sia reso possibile dalla dimostrata possibilità di economizzare sulle spese di gestione.
E’ da rilevare che le cure ai pazienti paganti non raggiungono cifre astronomiche e proibitive mentre d’altra parte, per tutti coloro le cui condizioni fossero tali da consentire il sacrificio finanziario richiesto, l’amministrazione concede facilitazioni che sono assolutamente di favore.

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