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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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6 novembre 1955 – ALTO ADIGE: La Bomba al Cobalto.




Dire “Ospedale di Borgo” è un po’ dire “Bomba al cobalto”. Anzi “Cobomba” come affettuosamente viene definito il metodo di cura contro il flagello del cancro che per primo in Italia l’ospedale di Borgo ha introdotto, contro lo scetticismo dei più e l’ironia di molti. Ormai la efficacia della “cobomba” è universalmente riconosciuta anche in Italia – ed a questo proposito è interessante rileggersi gli atti del congresso di radiologia di Trieste dove anche scienziati che per anni non hanno risparmiati i loro strali contro la bomba al cobalto hanno recitato un esauriente atto di contrizione – ma i primi tempi sono stati duri e difficili. Le ostilità non sono venute solo da ambienti estranei o possibili concorrenti. Ostili si sono mostrati, nella nostra stessa regione, personalità che avrebbero dovuto comprendere al volo l’importanza ed il prestigio che sarebbe derivato non solo a Borgo dal nuovo metodo di cura. Ma tant’è le cose sono andate così ed è inutile rivangare le amarezze passate. Piuttosto non si vede perché la regione debba ancora tanto esitare a riconoscere a Borgo quella qualifica di “centro regionale per la cura dei tumori” che, oltre a spettargli di diritto, gli è praticamente riconosciuto in tutta Italia. Spesso, troppo spesso, l’iniziativa ed il buonsenso di poche si trova troppo avanti rispetto ai “piedi di piombo” con i quali ama muoversi – credendo di dar prova di ponderanza – l’ufficialità. Comunque a borgo attendono e non disperano.

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