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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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3 novembre 1955 – ALTO ADIGE: Un primato all'ospedale di Borgo.
Al convegno di radiologia le conquiste della telecobaltoterapia.




Nei giorni scorsi si è tenuto a Trieste il Congresso della Società Italiana di Radiologia, il cui tema era “Attuale orientamento della radioterapia”.
Come era da prevedersi, a tale convegno non potevano mancare i sanitari del Centro Tumori dell’Ospedale di S. Lorenzo di Borgo che – per primo in Italia – ha avuto in dotazione, or è circa un biennio, uno dei mezzi più potenti oggi conosciuti per la lotta contro il terribile flagello: la bomba al cobalto o, come viene definita nel linguaggio scientifico internazionale la “B.T.U.” (Beam Therapy Unit Co. 60).
Capeggiati dal prof. Bruno Bonomini della Università di Padova, consulente del Centro, che era stato espressamente invitato a svolgere una conferenza sulla telecobaltoterapia, essi hanno infatti partecipato al completo al convegno, presentando, a loro volta, numerose e interessanti comunicazioni.
Altri relatori, fra i quali il prof. Tori di Bologna, il prof. Bistolfi di Genova, il prof. A. Perussia di Milano, hanno trattato il problema della radioterapia con alti potenziali, della radioterapia di movimento e di altri aspetti della moderna terapia radiante.
Il prof. Bonomini, che ha avuto l’onore di essere il primo relatore è stato vivamente applaudito ed ha ottenuto generali consensi, dopo quanto ha riferito sui trattamenti e sui risultati ottenuti nell’ospedale di Borgo in due anni di pratica con la telecobaltoterapia.
L’ampia, documentatissima relazione del prof. Bonomini ha trattato, oltre al problema strettamente medico e scientifico delle cure radianti anche quello, non meno importante, dei costi di gestione di un reparto di telecobaltoterapia rispetto a quelli di altri reparti dotati di apparecchi a normali raggi X e di apparecchi ad alti voltaggi.
Ed ecco, in sintesi, la parte più importante e maggiormente comprensibile per il profano, della relazione di Bonomini: i dati statistici raccolti in questo primo biennio di attività, sugli 800 casi trattati con la telecobaltoterapia. Giova premettere che di essi, solo un numero assai limitato ha potuto essere sottoposto ad un trattamento radicale, vale a dire completo e tale da far presumere che con esso si sarebbe ottenuta una dose letale per i tessuti neoplastici: la maggior parte degli ammalati si è infatti presentata al Centro con tumori già notevolmente sviluppati, spesso già più volte trattati con Roentgenterapia o con Radium in altri Istituti, ciò che pregiudica l’esito della cura.
Anche in questi ultimi casi, però, la terapia col cobalto radioattivo ha portato vantaggi al malato, sia nl sollevarlo dai dolori e dai sintomi più gravosi (senso di soffocazione e di peso, tensione, ecc.), sia nel prolungargli presumibilmente la vita, bloccando, a volte per dei mesi, la tendenza evolutiva delle masse tumorali maligne.
Su 93 casi di tumore all’utero, in prevalenza appartenenti al terzo e quarto stadio, trattati con la B.T.U., i decessi sono stati, alla distanza di due anni, 19, ciò che conferma l’alta percentuale di sopravvivenza, specie se si confrontano i dati con quelli dei Centri inglesi e americani, i quali registrano una sopravvivenza di circa il 45 per cento dopo 5 anni.
Manca, ovviamente, la possibilità di confronti definitivi, dato che il Centro di Borgo funziona solo da due anni. In 45 casi di tumore al cavo orale giudicati intrattabili con il Radium per la eccessiva estensione della massa tumorale o perché aventi sede nella metà posteriore della bocca, si sono avuti, sempre alla distanza di due anni, 9 decessi.
E’ noto che il trattamento di eccezione per tali forme è quello del Radium, con il quale si possono raggiungere percentuali assai elevate di guarigione (fino al 90 per cento). Anche questo trattamento, però, deve essere fatto secondo principi fisici con calcoli esattissimi ed accurati: nel Centro Radioterapico di Borgo, tale trattamento è fatto secondo la tecnica di Manchester, universalmente oggi riconosciuta come la migliore.
Dei 102 casi di tumore broncopolmonare sottoposti a cura con il Cobalto radioattivo, i decessi sono stati 52. E’ questo, come è noto, uno dei gruppi fra i tumori maligni che dà la migliore percentuale di guarigioni con qualsiasi tecnica chirurgica o radioterapia: le statistiche mondiali variano infatti fra il 3 ed il 6 per cento di guarigioni a distanza di 5 anni. Altri gruppi, numerosi, appartengono alle neoplasie vescicali (45 casi), esofagee (28 casi), del cardias e dello stomaco (30 casi): 45 dei malati trattati erano affetti da linfosarcomi e da reticolasarcomi: una cinquantina appartengono al gruppo dei tumori del laringe e ad altri gruppi meno numerosi.
I risultati come ha dichiarato il prof. Bonomini, sono stati più che soddisfacenti. Per la serietà della sua organizzazione e dei suoi sistemi di cura (il Centro di Borgo è l’unico in Italia che lavori con la costante collaborazione del fisico) esso ha avuto a Trieste il più lusinghiero dei riconoscimenti ed è stato giudicato, da uomini che rappresentano l’elite della specializzazione nel campo della terapia dei tumori, uno dei pochi Centri in Italia che lavorino sulla falsariga del metodo rigorosamente scientifico delle scuole inglesi, tedesche e svedesi. Il lavoro scientifico continuamente svolto al Centro ha potuto avere rilievo al convegno di Trieste anche per le numerose comunicazioni presentate dai suoi sanitari e dal fisico, comunicazioni che sono state ascoltate con molto interesse.
Eccole qua di seguito annotate: dott. Valdagni – dott. Caumo: “Trattamento dei carcinomi del cavo orale con telecobaltoterapia e presentazione di 44 casi”, dott. Valdagni – dott. Caumo : “ Considerazioni su 83 casi di neoplasia dell’utero trattati con telecobaltoterapia”; dott. Valdagni – dott. Giacomoni: “Tecnica di trattamento delle reticoloendotellosi con la telecobaltoterapia”; dott. Casnati – prof. Bonomini: “I compiti del fisico in un reparto di radioterapia”; dott. Valdagni: “Il trattamento dei tumori del cavo orale con Radium su apparecchi modellati secondo il sistema di Manchester. Discussione su 13 casi”; prof. Bonomini – dott. Valdagni: “ considerazioni su 28 casi di tumori esofagei trattati con telecobaltoterapia”: prof. Bonomini: “ I tumori toracici trattati con telecobaltoterapia: osservazioni su 96 casi”.
L’attività del Centro di Borgo creato a prezzo di sacrifici e di dure lotte dalla tenacia degli amministratori locali e dei sanitari: misconosciuto nei suoi primi mesi di vita per la preconcetta ostilità al nuovo metodo di cura, ha avuto finalmente il più chiaro dei riconoscimenti: quello degli uomini che a questa attività hanno dedicato tutta la loro esistenza.
Sorto nel 1950 con una modesta attrezzatura: un apparecchio di roentgenterapia e , più tardi, un discreto quantitativo di radium, il Centro si è andato via via arricchendo di tutti i più moderni apparecchi e ritrovati per la cura del cancro.
Nel nuovo, vasto reparto costituito nel padiglione di recente costruzione, è in corso di installazione un nuovo apparecchio da 250 KV per la Roentgenterapia profonda associato ad un tavolo in movimento, secondo lo schema del prof. Palmieri di Bologna (stratoterapia). Il reparto sarà altresì dotato fra non molto (e ciò in vista del valido interessamento e del contributo già promesso verbalmente dall’Alto Commissario per l’Igiene e la Salute pubblica al presidente dell’Ospedale, geom. Luigi Galvan, in occasione di una sua recente visita a Roma) di un apparecchio per la terapia rotatoria pendolare a 220 KV della Siemens, oltre che di un nuovo apparecchio al cobalto 60, usabile per la terapia di movimento.
Dopo l’ambito riconoscimento avuto a Trieste e quello, pure recentissimo, dell’Alto Commissario per l’Igiene e la Sanità, amministratori e sanitari hanno finalmente avuto la soddisfazione di veder confermate le loro previsioni ed elogiata la instancabile attività da loro svolta.
Se, come si spera a Borgo, lo Stato e la Regione concederanno ancora il loro appoggio concreto quando – fra non molti mesi – il Centro sarà al completo di tutte le sue attrezzature, esso sarà alla pari di qualsiasi analogo Istituto inglese, americano o svedese; non mancherà nel Centro di Borgo la possibilità di applicare agli ammalati affetti dal morbo terribile, nessuna delle più moderne tecniche conosciute, al fine di tentare la loro salvezza: dagli apparecchi a Raggi X normali a quelli di movimento , ai diversi tipi di isotopi, usabili a distanza o a contatto.
E molti dei troppi ammalati che ancora disperano di poter riacquistare il supremo dei loro beni, la salute, potranno guardare al loro avvenire prossimo con un senso di maggiore sicurezza.

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