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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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17 giugno 1957 – ALTO ADIGE: Raduno ad alto livello scientifico alle Terme di Roncegno.




RADUNO AD ALTO LIVELLO SCIENTIFICO ALLE TERME DI RONCEGNO
200 medici hanno discusso i sistemi terapeutici dei tumori
I lavori del congresso e la visita al centro tumori di Borgo


Roncegno è collocata in una delle più belle zone della Valsugana. A 550 metri di altitudine, a pochi chilometri dal capoluogo e da latri grossi conglomerati urbani, questo comune è un angolo di civiltà senza le conseguenze di questa ultima: l’ambiente è permeato di una pace ristoratrice ed il verde del parco e gli alberi secolari che macchiano l’abitato, sono la nota dominante. Davanti all’albergo alle Terme si trova un piccolo monumento: è il busto eretto al dott. Achille de Giovanni che ha valorizzato le qualità terapeutiche delle acque arsenicoferruginose della zona. Sui 1000 metri, a nord-ovest dell’abitato, addossate alle ultime propaggini della Panarotta, si trovano le sorgenti del Tesobbo che sono le fonti di questa acqua miracolosa. Le acque termali qui scorrono a fiumi, anzi a torrenti: alle due estremità del comune passano il Larganza (a ovest) ed il Chiavona (ad est) che rendono salubre anche l’aria. In questo centro di salute è facile il contrasto fra i ricordi di ieri e la realtà di oggi. Su queste montagne è passata la prima guerra mondiale e con essa la morte per la rigenerazione del Trentino. Roncegno è stata cancellata dalla carta geografica e pochi pionieri, nel primo dopoguerra, l’hanno interamente ricostruita. Il contrasto sorge dal convegno apertosi ieri all’albergo alle Terme: anche ieri si è parlato di sofferenze, di vite vissute penosamente e di morte: ma per evitare morte, pene e sofferenze.
Organizzato dal centro tumori dell’ospedale di Borgo, si è tenuto il trentatreesimo raduno del gruppo triveneto della “Società italiana di radiologia medica e medicina nucleare” che ha convogliato nella cittadina termale i più illustri nomi della radiologia, della telecobaltoterapia e delle altre tecniche per combattere uno dei più misteriosi flagelli dell’umanità: i tumori.
Dopo la Santa Messa oltre duecento sanitari hanno preso posto nell’ampia sala delle conferenze, opportunamente nella penombra per permettere la proiezione di diapositive illustranti i casi delle relazioni che sarebbero in seguito state trattate. Alle 9.30 sono iniziati i lavori con una breve introduzione del dott. Valdagni, presidente del centro tumori di Borgo. Tra le numerose personalità mediche che gremivano la sala, abbiamo notato il dott. Vespignani di Venezia, il dott. Staudacher di Milano, Buffalini di Firenze, Manfredi di Trieste, Lertora di Genova, Matteucci di Bolzano, il dott. Zottera primario radiologo dell’ospedale di Venezia Lido, il prof. Bollini direttore dell’Istituto radiologico dell’università di Pavia, il prof. Lenarduzzi primario radiologo dell’università di Padova e presidente del gruppo triveneto dei radiologhi, il dottor Niccolis primario radiologo dell’ospedale di Verona, il prof. Baccaglino direttore del centro radiologico di Padova, il dott. Dalla Palma dell’Istituto radiologico di Padova, il dott. Bonominini consulente del centro tumori di Borgo con gli assistenti dott. Caumo, dott. Giacomuzzi e dott. Casnati; erano inoltre presenti il medico provinciale dott. Lovino, il primario dell’ospedale di Santa Chiara dott. Reich con la signora Bianca Bisia, il dott. Franco Volpe, il dott. Costa, il dott. Attina medico radiologo di Castel Tesino ed altri. Le autorità provinciali erano rappresentate dal consigliere regionale Segnana.
Senza dubbio però la personalità di maggior rilievo – fra le tante di fama nazionale – e che ha dato un’ulteriore spinta all’elevatezza del convegno, era rappresentata dal dott. Felix Wachsmann di Erlangen (Svizzera), radiologo e studioso della formazione anomale dei tessuti animali.
La prima comunicazione messa a discussione è stata quella del dott. Zattera sulle “localizzazioni linfogranulomatose polmonari con aspetti radiologici singolari” e si è dilungato su alcuni casi (con illustrazioni diapositive) ed esposizioni stratigrafiche. La discussione è stata aperta dal dott. Niccolis il quale ha sostenuto che il linfogranuloma è una malattia enigmatica e che nonostante i più rigorosi esami istologici il decorso della malattia è sempre imprevedibile. Alla risposta del dottor Zattera è seguita la seconda comunicazione della mattinata del dott. Bonomini del centro tumori di Borgo. Il tema si basava sulle “considerazioni su 74 casi di neoplasia esofagea trattati con telecobaltoterapia”. Su questo tipo di tumori la TCT si usa dal 1953 e – ha affermato il radiologo – la sopravvivenza dei soggetti è irrilevante, ance perché i malati si presentano alla cura troppo tardi, quando anche la tecnica medica è impotente. Nel concludere il suo intervento, il dott. Bonomini ha detto che sarà soltanto attraverso una lunga educazione dei malati che la radioterapia e la TCT darà i suoi effetti. Su questa comunicazione gli interventi sono stati numerosi. E’ intervenuto il dott. Baccaglino che ha citato l’esempio della terapia francese, seguito dal dott. Niccolis, dal dott. Attinà, dal dott. Malaga, dal dott. Dalla Palma ed altri. Il dott. Bonomini ha puntualizzato rigorosamente le sue risposte sui punti più controversi. Dopo una relazione del dott. Baccaglino su alcuni casi di patologia profonda e di patologia varia per la dimostrazione della validità dell’esame istologico, ed è avuta la proiezione di un interessantissimo documentario sulla terapia moderna a raggi “X”: “100 MeV contro il cancro” girato con somma perizia scientifica dal prof. Felix Wachsmann. La proiezione è stata accolta da fragorosi applausi.
Nell’intervallo di mezzogiorno i congressisti si sono recati presso la sede del centro tumori dell’ospedale di Borgo per prendere diretta visione delle apparecchiature e dei progressi clinici sviluppatisi dopo l’impianto della TCT. I radiologhi sono stati accolti dal presidente dell’ospedale geom. Galan, dal direttore dott. Toller e dal sindaco di Borgo Rossi. Il dott. Valdagni ha guidato i visitatori attraverso i reparti e al centro.
Dopo pranzo i lavori sono continuati con la proiezione di alcuni documentari scientifici.
Elio Fox

Didascalia foto. Il dott. Bonomini, consulente del Centro Tumori di Borgo, mentre svolge la sua comunicazione.


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