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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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18 luglio 1958 – ALTO ADIGE: In arrivo a Borgo Cobalto per cinque anni.




IN ARRIVO A BORGO COBALTO PER CINQUE ANNI – Giunta da Ottawa la nuova “bomba” – Lunedì la difficile operazione per introdurre la carica radioattiva al Centro tumori della Valsugana – Saranno presenti alcuni tecnici canadesi

Abbiamo da Borgo:
Proveniente dalle Centrali atomiche di Chalk-River, nel Canadà, è giunta giorni or sono in Italia con la motonave “Saturnia” la nuova sorgente di “Cobalto 60” destinata a sostituire la vecchia sorgente in funzione ormai da 5 anni nell’apparecchio di tecobaltoterapia al centro per la lotta contro i tumori dell’ospedale di S. Lorenzo di Borgo Valsugana.
Pur essendo ancora attiva la vecchia “pastiglia2 di cobalto radioattivo aveva perso ormai circa la metà della sua carica per il decadimento atomico del Cobalto stesso per cui i tempi di esposizione degli ammalati sottoposti alle cure radianti dovevano necessariamente, in questi ultimi anni essere notevolmente aumentati.
Col rinnovo della sorgente le sedute potranno essere sensibilmente abbreviate, con notevoli vantaggi per la funzionalità del centro e per gli stessi ammalati. La “carica” è di 1000 Curie e corrisponde a circa kg. 1500 di Radium. Come si ricorderà, l’ospedale di San Lorenzo fu il primo in Europa ad essere dotato del moderno ed efficacissimo impianto per la cura radiante dei tumori profondi ed è quindi ancora una volta il primo in europa a trovarsi nella necessità di provvedere al rinnovo della sorgente.
Malgrado le polemiche suscitate in quell’ormai lontano 1953 sulla introduzione del nuovo sistema di cura dei tumori, il metodo si è dimostrato assolutamente efficace, speci in alcune forme specifiche tumorali e ne è prova il fatto che, in questi ultimi anni quasi tutte le cliniche dei maggiori centri nazionali sono state dotate di apparecchi di telecobaltoterapia. Presso il centro per la lotta contro i tumori dell’ospedale di Borgo sono stati trattati, dal 1953 ad oggi oltre 2000 pazienti, appartenenti a quasi tutte le regioni italiane ed anche numerosi stranieri.
Purtroppo la maggior parte degli ammalati è ricorsa alle cure della telecobaltoterapia quando il male era ormai in uno stadio molto avanzato e dopo aver spesso sperimentato molteplici cure di diversa natura: in tali casi, purtroppo le probabilità di successo sono state assai scarse.
Ciò malgrado, i risultati che la statistica del centro valsuganese è in grado di fornire dopo questo primo quinquennio di attività, dimostrano in maniera non dubbia che la telecobaltoterapia è senz’altro un mezzo efficacissimo non soltanto per la cura dei tumori profondi, ma anche per il lenimento delle sindrome dolorose conseguenti. Numerosi ammalati trattati con il “Co 60” possono considerarsi sulla via della guarigione, pur non essendo ovviamente ancora trascorso un sufficiente periodo di tempo per esprimere un giudizio completo e definitivo.
A cura dei fisici della casa produttrice canadese, la “Atomic Energy of Canada Limited” di Ottawa, la nuova sorgente, qui giunta attraverso l’Atlantico racchiusa dentro un contenitore di piombo del peso di ben 30 quintali allo scopo di evitare il pericolo delle radiazioni, verrà con una operazione molto celere ma altrettanto pericolosa per chi la compie, inserita nella testata della bomba al cobalto, mentre la vecchia sorgente, racchiusa nello stesso contenitore, riprenderà la via di Chalk River, per essere nuovamente inserita nella pila atomica ed essere quindi riutilizzata per gli altri apparecchi. I fisici canadesi sono attesi a Borgo per lunedì prossimo.

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