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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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23 marzo 1984 – L'ADIGE: I progressi di oncologia nelle lezioni di Valdagni.




Al programma di aggiornamento per medici di Eric, presso il centro di cultura scientifica diretto da Zichichi, c’è fra i docenti il primario del reparto di terapia radiante dell’ospedale di Trento, il quale vi illustra una casistica di cura riferita a 1200 ammalati di tumore alla vescica


Può capitare, ad un certo punto di questo tortuoso zigzagare che è la nostra vita, di accorgersi – consapevoli- di essere afflitti da qualche “brutto male”. Ed è come se una fitta coltre di nebbia ti avvolgesse da capo a piedi, mentre il cervello – abituato a rapide sintesi, a consapevoli decisioni, a programmi proiettati nel futuro – sembra rallentare e sfumare ogni sua attività. Al risveglio da questo improvviso torpore cerebrale (ma quanti fattori psichici giocano un ruolo determinante!) qualcosa è cambiato nella tua vita. Gli interessi, le stesse passioni, le persone che fino al giorno prima riempivano ed affannavano il tuo vivere quotidiano sembrano sparire come d’incanto o, quanto meno, a dissolversi o ad attenuarsi. Altri interessi, altre passioni, altre persone (quelle che con te dividono lo stesso destino e son subito amici d’antica data!) entrano non di prepotenza, ma in modo spontaneo, a colmare con naturalezza e umiltà quei valori che fino a ieri e, forse, ingiustamente costituivano il metro del tuo procedere quotidiano, l’imperativo categorico che guidava ogni tua azione.
Anche il “brutto male” entra a far parte della tua vita, a volte invece stimolandola ed arricchendola. E lo stesso parlarne non è più un argomento da salotto che interessi solo ed esclusivamente gli altri. Anche tu fai parte del “grande gioco”!
Questi pensieri frullano per il campo, come questa fastidiosa brezza di marzo, mentre leggevo il programma del corso di aggiornamento oncologico per medici, organizzato dalla Scuola internazionale di farmacologia presso il centro di cultura scientifica “E. Majorana” diretto dall’ormai famoso prof. Zichichi, in quel di Erice in provincia di Trapani.
Il corso, che vede la partecipazione dei più illustri luminari italiani e stranieri impegnati in questa “scommessa” scientifica per debellare i terribili mali che vanno sotto il nome di “tumori”, ha un programma promettente, aperto comunque a qualche filo di speranza: Progressi in oncologia.
Ma un motivo di intima soddisfazione, almeno per chi è ormai abituato a frequentare il centro oncologico di Trento come una “seconda” casa, è di trovare fra gli illustri docenti di questo importante corso di aggiornamento scientifico, anche il nome del prof. Claudio Valdagni che dovrà svolgere, nei suoi interventi, il tema dell’utilizzo della terapia radiante nei tumori della vescica.
E proprio al prof. Valdagni abbiamo voluto chiedere il significato della sua partecipazione in rappresentanza di quella che possiamo ormai definire la “scuola oncologica trentina” e, contemporaneamente, di darci, in una sintesi panoramica, un quadro delle tematiche più importanti che verranno svolte in questo corso scientifico dedicato ai progressi in oncologia. Ecco le risposte del professor Valdagni.
“La partecipazione – quale docente – ad uno dei corsi che si tengono da anni ad Erice presso il Centro di cultura scientifica diretto dal prof. Zichichi, è ovviamente ambita e prestigiosa per l’alto riconoscimento dato al Centro oncologico tridentino da me diretto. Le lezioni hanno carattere internazionale e vi partecipano studiosi di tutto il mondo. Il corso al quale è stato invitato il sottoscritto ha come tematica “Progressi in oncologia” e si svolgerà nella seconda quindicina di marzo.
Il programma prevede la discussione e l’approfondimento di alcune tra le tematiche di maggior interesse, con interventi anche di diversi docenti stranieri come Carde dell’istituto “G. Roussy” di Parigi; come Gitanner di Miami Usa; come Golbey dello “Sloan Kettering” di New York; come Mihich del “Roswell Park Memorial” di Buffalo e come molti altri ancora.
Le tematiche trattate saranno: “Basi nazionali per l’oncologia”; “Tumori cerebrali”; “Nuovi Farmaci”; “I tumori della vescica”; “Tumori dell’apparato gastroenterico”; “Immunoterapia”.
Per quanto riguarda invece l’argomento a me affidato esso investe le problematiche connesse alla radioterapia dei tumori vescicali. Il problema è di grande attualità sia perché questo tumore è molto frequente, sia perché la strategia per affrontarlo si basa sulla cistectomia (asportazione chirurgica della vescica con conseguenti problemi di derivazione dell’urina) o sulla radioterapia da sola, o sulla terapia radiante in associazione con la cistectomia.
Il coinvolgimento sulla vita di relazione e psicologici di questo tumore sono evidentemente molteplici. Il mio orientamento generale (quando sia garantito da sufficienti margini se non di sicurezza almeno di buona probabilità di vita) è che si debbano rispettare e mantenere le funzioni fondamentali di certi organi. La funzione della vescica quale serbatoio delle urine è chiara a tutti e non vi è dubbio che il suo mantenimento debba essere sempre un obiettivo primario.
Pertanto, tornando al caso di un tumore maligno che colpisce la vescica, noi riteniamo di proporre una strategia in grado di distruggere il tumore maligno, ma anche tale da conservare l’organo ammalato.
La terapia radiante anche da sola ha buone probabilità di riuscire a raggiungere questi obiettivi, ovviamente non in tutti i casi. Resta il fatto che presso il Centro oncologico di Trento (che prima del 1980 operava com’è noto a Borgo Valsugana) sono stati curati circa 1200 ammalati di tumore alla vescica. Questo numero, di per sé elevato, rappresenta una delle casistiche più ricche del mondo ed è tale da consentire un’esperienza tra le maggiori in questo campo.
E’ quindi con la soddisfazione e con la consapevolezza della mole di lavoro fin qui svolto che noi del centro oncologico tridentino veniamo chiamati e sentiti su questo argomento in convegni e congressi”.
Fra Erice e Trento, dunque, una sorta di gemellaggio scientifico, ma anche un filo diretto di speranza e di cauto ottimismo, sia per l’ampiezza delle tematiche trattate, sia per i grandi nomi di relatori ed insegnanti, impegnati tutti in quella che abbiamo già definito la più appassionante “scommessa” scientifica dei nostri anni.

Carlo Alberto Bauer

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