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L' atomica della salute
Borgo Valsugana, 1953. Una storia di primati


 

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26 febbraio 1985 – L'ADIGE: I tumori maligni e gli infarti sono i “killer” invisibili della nostra epoca.




In continuo aumento le malattie tumorali e quelle del sistema circolatorio. Sono queste le cause principali di morte del Trentino. Nel 1982 su 4.706 decessi ben 2.222 sono stati dovuti ad infarti o collassi e 1.127 a tumori maligni.
Nostra intervista col prof. Valdagni, primario del centro oncologico del Santa Chiara. I dati dal rapporto statistico della provincia

GIUSTINO BASSO

I tumori maligni e le malattie del sistema circolatorio sono le cause maggiori di morte riscontrate nella popolazione trentina da dieci anni a questa parte.
Il dato, riportato nel recente rapporto statistico edito dalla provincia di Trento, mette in risalto come queste malattie siano in netto aumento anche se alla loro incidenza, non si accompagna un analogo aumento della mortalità, questo grazie ai progressi della medicina.
Se all’inizio del secolo le malattie che causavano la morte erano prevalentemente quelle infettive, e la tubercolosi con un’incidenza soprattutto sui neonati, oggi sono i tumori e gli infarti le cause di morte più frequenti.
Fra queste i tumori occupano un posto preminente: nel 1982 su 4.706 morti in provincia ben 1.127 sono state dovute a tumori, mentre 2.222 per malattie del sistema circolatorio.
Questo dato però, a detta del prof. Valdagni, primario del centro oncologico di Trento, non sempre individua la vera causa del male, in quanto un arresto cardiaco può essere provocato dal perdurare di altre malattie. Il certificato di morte infatti registra la causa finale della malattia e non quella di origine.
Sta di fatto che i tumori sono in continuo aumento, soprattutto quelli ai polmoni e alla prostata. “L’aumento dell’incidenza – nota però Valdagni – non significa una parallela incidenza delle morti, anzi la curva della mortalità è in netto rientro, e questo è dovuto alle possibilità di cura, di diagnosi precoce e delle tecnologie”.
Il tumore può essere dunque considerato la malattia del secolo anche se le sue cause non sempre sono conosciute. “Per il tumore al polmone, ad esempio – nota Valdagni –è chiaro che il fumo e l’inquinamento ambientale hanno una notevole influenza”. L’ambiente poi, gioca un ruolo importante nella prevenzione, assieme ad altri fattori, come la diagnosi precoce che ha raggiunto punti altissimi di diffusione nella nostra provincia soprattutto per quanto concerne i tumori all’utero e alla mammella. Più difficile talvolta impossibile invece la diagnosi precoce per altre forme tumorali.
Nel tumore alla prostata, ad esempio, che è una delle maggiori cause di morte nell’età anziana, si consiglia periodici controlli dopo una certa età.


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