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La casa degli spaventapasseri

La casa degli spaventapasseri

La casa degli spaventapasseri

Dove: via San Silvestro 2, Marter, Roncegno Terme (Tn).
Sito Ufficiale:
www.lacasadeglispaventapasseri.net
Orario:
giugno, luglio, agosto, settembre: da martedì a domenica 14.00 - 18.00 / venerdì e sabato anche: 10.00 - 12.00; aprile, maggio, ottobre: sabato e domenica 14.00 - 18.00.
Tariffe: Biglietto interno € 2: Adulti 18 – 65 anni; Biglietto ridotto € 1: Ragazzi da 10 – 18 ANNI e Studenti universitari sino a 30 anni, Scolaresche e accompagnatori di gruppi di oltre 10 persone, gruppi superiori a 10 persone, adulti oltre 65 anni, soggetti convenzionati; Biglietto gratuito: persone diversamente abili, bambini fino a 10 anni.
Info: Biblioteca di Roncegno: Tel. 0461 764387.

Sulla destra orografica del fiume Brenta, all’altezza della Tor Tonda, fu costruito alla fine dell’Ottocento il Mulino di Venanzio Angeli. Il primo documento riguardante l’edificio è il decreto di aggiudicazione che risale al 1909. Dopo la prima guerra mondiale la struttura viene ammodernata, rimanendo in funzione fino al 1959, data della morte dell’ultimo mugnaio, Guglielmo Iobstraibizer.
La lavorazione di mais e frumento si svolgeva sui tre piani dell’edificio; grazie ad un sistema di elevatori, ancora visibili, il processo di trasformazione si articolava attraverso la pulitura ai piani superiori, la macinatura al piano terra, e la setacciatura finale al secondo piano. L’impianto macchine si divideva in due strutture: il sistema molitorio tradizionale a pietra era utilizzato per la macinazione del frumento, mentre il mulino a cilindri, ancora visibile, era utilizzato per il mais.
Il mulino, che è ora proprietà del Comune di Roncegno Terme, è stato recentemente ristrutturato e destinato ad accogliere il Museo degli spaventapasseri del fotografo trentino Flavio Faganello. Insieme ad una sessantina di spaventapasseri originali, sono esposte moltissime fotografie e una serie di pannelli illustrativi che testimoniano lo studio fatto dal fotografo che ancora una volta, indirizza il suo interesse alla ricerca antropologica; inizia fotografando i “guardiani dei campi” e poi con il consenso dei proprietari passa a collezionarli.

 

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