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scheda

Locandina




Mario Bernardo e il Centro di Sperimentazione di cinema (1969 - 1978)
Immagini e suoni: bellezza, armonia, civiltà

Venerdì 16 e sabato 17 a Trento (Format, via Zanella, ore 14) e a Borgo Valsugana (Aula Video, Borgo Valsugana, dalle ore 9).

Ulteriori informazioni nel PDF in allegato.

Intorno all’anno 1970, l’allora Ministero per lo spettacolo, allo scopo di rimettere ordine nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nominò un Presidente nella persona del regista Roberto Rossellini.
Rossellini ebbe dal Ministro carta bianca e per ciò cominciò a intraprendere una riforma che doveva impostare il Centro Sperimentale capace di rispondere alla necessità del nostro e di altri Paesi, e soprattutto a quella richiesta di libertà e cultura pretese da parte dei giovani di quel tempo. Assistevano Rossellini quali vicepresidenti due personaggi dello spettacolo di primo piano, Floris Ammanati e il critico Fernaldo Di Giammatteo.
Anche il resto del Consiglio contava su di una rosa di nomi di valore eletti nell’ambito universitario per rispondere alle necessità della Scuola e delle altre branche di lavoro dell’Istituzione: in più due membri rappresentanti gli allievi che avrebbero soddisfatto a pieno titolo le aspettative degli studenti stessi.
La riforma Rossellini costituiva un fatto nuovo nella didattica del Cinema in quanto riduceva in parte le richieste edonistiche e commerciali della Decima Musa, per elevarla a mezzo di formazione culturale e civiltà e alla base di tutti gli insegnamenti programmati. Indubbiamente la riforma disturbava troppi interessi e poteva rappresentare per ciò una certa tendenza alla irrealizzazione pratica. Ma fu accolta con entusiasmo dai giovani che trasformarono quei Corsi in una fucina di attività e volontariato come mai erano stati prima.
Evidentemente le spinte, a volte troppo utopiche, provocarono difficoltà e risentimenti nelle strutture per cui, nemmeno conclusi due Bienni di Corso, Rosellini fu costretto a lasciare l’incarico, pur resistendo la riforma sempre più costretta per quasi altri due cicli.
A distanza di anni la riforma Rossellini è stata dimenticata, e difficile si è dimostrato anche per gli allievi volenterosi seguire scrupolosamente il sentiero indicato dal loro grande Maestro.
Tuttavia buona parte di questi allievi mantiene ancora rapporti di amicizia coi compagni di un tempo, italiani di altri Paesi, e soprattutto rinnova i rapporti di solidarietà e l’impostazione etica del loro lavoro che non sempre è sfuggito all’attenzione di produttori e di pubblico, in Italia e all’Estero.
La manifestazione qui proposta si impegna di esaminare la sintesi della sparita riforma con l’esame di alcuni produttori e del loro relativo esito.
La proiezione dei quattordici cortometraggi, dai 4’ ai 40’ minuti ciascuno, e la piccola mostra pittorico-fotografica è opera degli studenti, ormai seri professionisti, la lezione magistrale sulla “Didattica dell’insegnamento comparato”, vogliono offrire al pubblico di Trento, sempre attento ai problemi sociologici e ai rapporti culturali internazionali, alcuni copioni di questo esperimento che potrebbe forse sfociare in un successivo dibattito internazionale allargato.