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scheda

Locandina evento



Quando eravamo cacciatori. Riparo Dalmeri: il più affascinante accampamento di cacciatori preistorici della fine dei tempi glaciali

Dove: Pieve Sconsacrata, Grigno.
Data: dal 9 maggio al 27 settembre 2009.
Orari: MaggIo/gIugno/settembre da martedý a venerdý ore 14.00-19.00, sabato e domenIca ore 10.00-18.00 /14.00-18.00; dal 1 al 19 luglIo e dal 18 al 30 agosto da martedý a giovedý ore 14.00-19.00, venerdý, sabato e domenIca ore 10.00-12.00/14.00-19.00; dal 21 luglIo al 16 agosto dal martedý alla domenIca ore 10.00-12.00/13.00-19.00 e inoltre il 25, 26 luglIo e 1, 2, 8, 9, 15, 16 agosto aperto fino alle ore 22.00; Chiuso il lunedì.
Ingresso: gratuito.

Ubicato al margine settentrionale dell’Altipiano di Asiago in terra trentina, il sito preistorico del Riparo Dalmeri (1300 m s.l.m.) è stato oggetto di 20 anni di scavi continuativi da parte del Museo Tridentino di Scienze Naturali ed è ora protagonista della mostra QUANDO ERAVAMO CACCIATORI. Riparo Dalmeri: il più affascinante accampamento di cacciatori preistorici della fine dei tempi glaciali.
La mostra sarà inaugurata a Grigno sabato 9 maggio ore 16.00 e resterà aperta fino al 27 settembre 2009.
Ulteriori informazioni sulla giornata inaugurale nel PDF in allegato.

L’intensa attività di ricerca, condotta con le più moderne metodologie di scavo e affiancata da indagini scientifiche innovative, ha restituito, tra gli atri reperti, il più ricco corredo di pietre dipinte mai rinvenuto nei siti preistorici europei. Le pitture in ocra a silhouette, ben 265 pezzi, sono realizzate su pietra locale, a soggetto antropomorfo, zoomorfo, fitomorfo, con segni schematici, impronte di mani ma anche, e per la maggior parte, superfici con evidenti tracce organizzate di pigmento rosso o solo con residui di colore. Nella maggior parte dei casi, dalle forme semplificate che richiamano, più che i dettagli anatomici, alcuni particolari comportamenti degli animali, è ancora possibile riconoscere le specie ritratte. Le figure umane presentano a loro volta una notevole varietà stilistica e tipologica, includendo raffigurazioni stilizzate e immagini di tipo più naturalistico. Il ritrovamento ha dato impulso ad una serie di studi sulla vita artistico-religiosa degli uomini dell’epoca.
Sono state inoltre ritrovate una grande quantità di armi e di manufatti in selce e osso ed alcune inusitate tracce di vita, come una serie di denti da latte infantili. I rinvenimenti e le ricerche condotte su questo sito hanno permesso per la prima volta di leggere le stagioni e le abitudini di vita dei clan preistorici che frequentavano le valli alpine verso la fine dei tempi glaciali, attorno ai 13 mila anni fa.
I reperti originali e il ricco corredo espositivo della mostra, ospitata nella bella pieve sconsacrata dell’abitato di Grigno, forniscono una viva rappresentazione adatta ai visitatori di tutte le età.

 

Il Percorso espositivo:

Il percorso espositivo inizia con il collocamento del popolamento preistorico alpino nel quadro dell’evoluzione paleoantropologica del continente eurasiatico. Mediante installazioni informatiche e interattive si procede quindi con l’esplorazione dei cambiamenti climatici del territorio subalpino e con approfondimenti sulle dinamiche delle età glaciali e sul progressivo ingresso delle comunità umane nei siti preistorici.
Attraversando ricostruzioni che riproducono gli ambienti di grotta, il visitatore entrerà in contatto diretto con il patrimonio carsico della Valsugana, cogliendo il significato in termini di evoluzione di geomorfologia e di paleoclima anche in rapporto alle ricerche scientifiche di livello internazionale svolte.
Un vivo contatto con il mondo dei cacciatori preistorici verrà fornito da alcuni reperti tassidermizzati delle specie faunistiche documentate nei depositi del Riparo Dalmeri: tra quelli più caratteristici un gigantesco alce e uno stambecco.
Il luogo centrale dell’esposizione sarà però costituito dalla ricostruzione della capanna con rami e copertura di pelli, così come ipotizzata sulla base delle prove rinvenute in scavo. L’area della capanna diverrà il laboratorio di archeologia imitativa dove i ragazzi avranno la possibilità di entrerà in contatto con le pietre dipinte, con i calchi dei piani di calpestio originali e con il ricchissimo repertorio di strumenti e reperti. I visitatori potranno quindi sperimentare direttamente i materiali e le tecniche di lavorazione utilizzate dagli antichi cacciatori per realizzare varie tipologie di manufatti. L’esposizione dei reperti è intercalata da vivaci documentazioni filmiche sulle ricerche e sugli ambienti circostanti il sito preistorico e da pannelli di interpretazione.


I laboratori didattici:
Sono previste visite guidate e laboratori educativi per le scuole che inizieranno in anteprima il 4 aprile.


Ulteriori informazioni in www.riparodalmeri.it
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